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Sostenibilità
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Cino Zucchi

Nato a Milano, Cino Zucchi si laurea in Architettura al Politecnico di Milano nel 1979, dove è attualmente Professore Ordinario di Architectural and Urban Design e docente al Dottorato di Progettazione Architettonica Urbana. E’ autore di numerosi articoli e saggi su temi di progettazione urbana e architettonica. Ha partecipato a diverse edizioni della Triennale di Milano e della Biennale di Venezia.

Insieme allo studio CZA ha progettato e realizzato edifici residenziali, commerciali, industriali, uffici, musei, spazi pubblici, master plan e recuperi urbani di aree industriali e storiche in Italia e all’estero. Il progetto per il ridisegno dell’area dismessa della ex-Junghans a Venezia e il progetto di residenze ed uffici per l’ex area Alfa Romeo-Portello a Milano hanno conseguito numerose menzioni e premi internazionali. Progetti recenti dello studio includono la ristrutturazione e l’ampliamento del Museo Nazionale dell’Automobile a Torino, i nuovi Headquarters Salewa a Bolzano, l’edificio per uffici U15 a Milanofiori Assago, il progetto del nuovo centro direzionale Lavazza e i nuovi complessi residenziali a Parma, Bologna, Ravenna e Milano.

Le opere

Cino Zucchi realizza nel 2019 questa installazione dal forte valore simbolico che rappresenta un bosco artificiale in cui tutti gli elementi dialogano fra di loro alla ricerca di un perfetto equilibrio realizzato attraverso forme semplici. Ispirata alle colonne senza fine di Brancusi, Sharawaggi si compone di circa 60 steli lapidei di altezze diverse i quali, pur avendo la precisione della geometria, ripropongono la naturalità e l’organicità della natura nelle sue innumerevoli manifestazioni: ogni colonna si compone di svariati elementi modulari che possono trovare applicazione in diaframmi divisori e pareti "porose" di marmi e pietre diverse. Nella ripetizione all’infinito di queste forme così elementari si svela l’universalità della ricerca di libertà e speranza che caratterizza il nostro essere umano. L’opera valorizza inoltre l’essenza più pura del marmo di Carrara e quella dell’interazione fra la mano dell’uomo e la pietra naturale.