Tre anni di incontri, workshop e alta formazione con YACademy per esplorare il valore della pietra naturale nell’architettura contemporanea.
Franchi Academy: architetti internazionali in dialogo con il marmo di Carrara
Negli ultimi tre anni Franchi Academy ha costruito un percorso di formazione e confronto che ha portato il marmo di Carrara al centro del dialogo con alcune tra le voci più autorevoli dell’architettura contemporanea. Una didattica concepita come un laboratorio aperto in cui materia, progetto, paesaggio, sostenibilità e cultura tecnica si incontrano per immaginare nuove possibilità d’uso della pietra naturale.
In questo percorso, la collaborazione con YACademy ha rappresentato un passaggio decisivo. Franchi Academy ha individuato in YACademy un partner formativo strategico, capace di mettere in relazione giovani architetti, grandi studi internazionali e imprese d’eccellenza. La sinergia nasce dall’incontro tra due competenze complementari: da un lato la conoscenza diretta del marmo di Carrara, delle cave, delle lavorazioni, delle certificazioni e della filiera produttiva; dall’altro un modello di alta formazione post laurea capace di coinvolgere una community internazionale di progettisti e docenti provenienti da alcuni dei più importanti studi del mondo.
Questa collaborazione ha dato alla Franchi Academy una dimensione nuova: una piattaforma di ricerca applicata, in cui il marmo viene studiato, attraversato e reinterpretato come materia del progetto contemporaneo in sinergia con il sapere aziendale. Attraverso i corsi e i workshop realizzati con YACademy, gli studenti non incontrano il materiale in modo astratto, ma lo conoscono nei luoghi in cui nasce: le cave, gli spazi produttivi, gli showroom, le lastre, le superfici, le tecniche di trasformazione. In questa esperienza diretta il marmo cessa di essere un semplice prodotto e diventa paesaggio, storia, competenza, responsabilità e possibilità progettuale.
Un passaggio particolarmente significativo di questa collaborazione è rappresentato dal lancio del Master in Spiritual Architecture, promosso nel 2025. Il Master segna un’evoluzione importante: il marmo di Carrara viene posto al centro di una riflessione internazionale sul rapporto tra architettura, materialità e spiritualità. Il tema dell’architettura sacra, meditativa e simbolica consente infatti di rileggere la pietra naturale nella sua dimensione più profonda: una materia capace di costruire silenzio, durata, raccoglimento e relazione con l’esperienza umana.
La presenza di architetti provenienti da studi come Snøhetta, BIG, AMDL Circle, Zaha Hadid Architects, Herzog & de Meuron ed EMBT Miralles Tagliabue, insieme a figure come Giuseppe Zampieri e Claudio Silvestrin, ha dato alla Franchi Academy un valore che supera la dimensione dell’incontro formativo. Ogni collaborazione ha portato a Carrara uno sguardo diverso sul progetto: dal paesaggio allo spazio sacro, dal design al retail, dalla sperimentazione formale alla profondità silenziosa dei materiali. In questo confronto, il marmo non viene presentato come un prodotto finito, ma come una materia da comprendere nella sua origine, nelle sue caratteristiche tecniche, nella sua identità naturale e nelle sue potenzialità espressive.
Il workshop Carrara Community Quarry, guidato da Patrick Lüth di Snøhetta, ha aperto una riflessione particolarmente significativa sul rapporto tra cava, paesaggio e comunità nello scenario dei Ponti di Vara, uno dei luoghi più iconici delle cave di Carrara. Lo studio norvegese è noto per architetture capaci di trasformare gli edifici in spazi pubblici e luoghi di relazione; basti pensare alla Oslo Opera House, dove il marmo bianco di Carrara riveste la grande copertura percorribile, trasformandola in una piazza inclinata affacciata sul fiordo. Portare questa sensibilità dentro il paesaggio estrattivo carrarese significa interrogarsi sul futuro dei luoghi del marmo, sulla loro accessibilità e sulla possibilità di generare nuove forme di racconto e fruizione.
Con Giuseppe Zampieri, partner di David Chipperfield Architects Milan il tema del marmo ha assunto una dimensione più raccolta e spirituale. Il workshop Da cave a templi ha invitato gli studenti a immaginare, nel cuore delle cave di Ravalunga, un luogo di meditazione interreligiosa. Zampieri, direttore del Master, porta con sé una cultura progettuale fondata su misura, contesto, permanenza e qualità costruttiva; un approccio che dialoga in modo naturale con la pietra, materiale della durata e della memoria. Il riferimento al suo lavoro su allestimenti come la collezione Torlonia -una delle più significative raccolte al mondo di scultura antica- rafforza questa relazione tra architettura, scultura e valorizzazione della materia.
La presenza di Giulio Rigoni di BIG – Bjarke Ingels Group ha introdotto un’ulteriore prospettiva: quella di un’architettura capace di connettere narrazione, scala urbana, sperimentazione e immaginario collettivo. Con il progetto “Bucce”, il marmo è stato letto non solo nella sua monumentalità, ma come materiale attivo, capace di generare nuove forme, nuovi linguaggi e nuove relazioni tra oggetto, spazio e racconto.
Con Nicholas Bewick di AMDL Circle, Franchi Academy ha approfondito il rapporto tra marmo, design e spiritualità attraverso il modulo Trascendenza e design, dedicato agli oggetti cultuali e al loro ruolo nello spazio sacro. In questa prospettiva, il marmo diventa materia di soglia: tra gesto e rito, funzione e simbolo, presenza fisica e valore immateriale. La cultura progettuale di AMDL Circle, fondata sull’attenzione alla persona, alla qualità dell’abitare e alla dimensione umanistica del progetto, ha offerto agli studenti una chiave di lettura particolarmente coerente con la forza simbolica della pietra naturale.
La visita di Claudio Silvestrin ha portato in Academy una delle voci più riconoscibili del minimalismo internazionale. Nei suoi lavori la pietra naturale non è mai semplice rivestimento, ma materia essenziale, capace di costruire silenzio, proporzione, luce e profondità. La sua presenza ha rafforzato uno dei temi centrali del percorso Franchi Academy: il marmo come materiale che richiede conoscenza, rispetto e misura, e che proprio nella sottrazione può esprimere la sua massima intensità.
Con Bogdan Zaha di Zaha Hadid Architects, il confronto si è orientato verso il rapporto tra architettura, moda e retail. Il linguaggio fluido e dinamico dello studio ZHA ha spesso esplorato il confine tra architettura, design e scultura; anche il marmo, in questa prospettiva, può diventare materia di sperimentazione, capace di tradurre forme complesse e superfici continue in esperienze spaziali immersive.
Infine, la presenza di Olga Bolshanina di Herzog & de Meuron ha aperto un dialogo con uno studio che ha fatto della fisicità dei materiali, delle superfici e delle texture uno dei propri strumenti più riconoscibili. I riferimenti al fashion retail e a progetti come Prada Aoyama e Miu Miu Aoyama permettono di leggere la pietra naturale dentro scenari contemporanei in cui materia, identità del brand, città e percezione dello spazio si intrecciano.
A questo percorso si aggiunge ora il prossimo appuntamento con Benedetta Tagliabue, alla guida di EMBT Miralles Tagliabue, che sarà protagonista di una nuova tappa della Franchi Academy articolata tra visita alle cave e lecture. La sua presenza introduce nel percorso uno sguardo fortemente legato al rapporto tra architettura, paesaggio, memoria dei luoghi e qualità sensibile della materia. Il lavoro di EMBT, riconosciuto a livello internazionale per la capacità di costruire spazi aperti, organici e profondamente relazionati al contesto, trova un riferimento particolarmente significativo anche nel progetto della Chiesa di San Giacomo Apostolo, dove architettura, comunità e dimensione spirituale si incontrano in una forma accogliente e contemporanea. In questo senso, l’appuntamento con Benedetta Tagliabue rafforza il dialogo già avviato da Franchi Academy tra marmo di Carrara, cultura del progetto e nuove interpretazioni della pietra naturale.
Attraverso queste collaborazioni, Franchi Academy ha consolidato un metodo: portare gli architetti dentro la materia, prima ancora che davanti al prodotto. Le cave, le lastre, le venature, le tecniche di lavorazione, le certificazioni, la sostenibilità e il sapere della filiera diventano strumenti di progetto. La collaborazione con YACademy rafforza questo metodo, perché trasforma l’esperienza Franchi in un percorso formativo internazionale, capace di connettere Carrara con le nuove generazioni di architetti e con i linguaggi più avanzati della progettazione contemporanea.
È qui che il marmo di Carrara si conferma e si rilancia non solo come materiale pregiato, ma come materia di pensiero, cultura e futuro.
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