Franchi Umberto Marmi, partner dell’edizione “Dreams to Design”, ha portato la cultura del marmo di Carrara all’interno della Design Valley, l’ecosistema territoriale che unisce progettazione, nautica, architettura, hospitality, arte e manifattura
TEDx Forte dei Marmi 2026: dal sogno al progetto, attraverso la materia
La quarta edizione del TEDx Forte dei Marmi, ospitata il 30 luglio dall’Augustus Beach Club, ha raggiunto un successo confermato dal sold out e dai numeri più alti registrati finora. Ma il dato più interessante emerso a conclusione dell’evento riguarda il territorio: una geografia compatta, distesa tra Toscana e Liguria, nella quale il design non identifica un singolo settore, ma un sistema di competenze che si incontrano e si completano.
È questa la prospettiva della Design Valley: dare un nome, un perimetro e uno spazio di relazione a una realtà già esistente, composta da distretti lapidei, cantieri nautici e imprese del refit, studi di architettura e progettazione, alberghi, ville, artigianato, arte, real estate e lifestyle.
In questo ecosistema, la presenza di Franchi Umberto Marmi, partner dell’edizione TEDx 2026, assume un significato preciso. L’azienda ha portato nel confronto la cultura del marmo e del progetto sviluppata a Carrara: non soltanto la conoscenza di un materiale riconosciuto nel mondo, ma la capacità di far dialogare la sua unicità naturale con il pensiero di architetti e designer, le tecnologie contemporanee e il saper fare maturato lungo l’intera filiera.
“Dreams to Design”: idee che diventano soluzioni
Nato nel 1984 dall’incontro tra Technology, Entertainment e Design, TED è diventato nel tempo una piattaforma internazionale dedicata alla diffusione di idee capaci di generare conoscenza, confronto e cambiamento. TEDx ne declinano i principi all’interno delle comunità locali: sono eventi organizzati in modo indipendente, sulla base di una licenza e delle linee guida definite da TED.
Dal 2023, TEDx Forte dei Marmi, “l’unico TEDx al mondo che si svolge interamente sulla spiaggia”, trasferisce la filosofia degli eventi TED all’interno di una comunità e di un territorio fortemente caratterizzato dai mondi del design, dello yachting, dell’hospitality e della cultura d’impresa.
Il tema del 2026, “Dreams to Design”, ha posto una domanda concreta: che cosa occorre perché un’intuizione non rimanga tale, ma diventi un progetto verificabile, realizzabile e capace di produrre valore? Si tratta di un processo nel quale visione, competenza, ricerca e responsabilità devono necessariamente incontrarsi. Non soltanto, dunque, si indaga che cosa siamo capaci di immaginare, ma il modo in cui un’intuizione viene progettata, sperimentata, misurata e infine trasformata in una soluzione possibile.
Gli interventi hanno restituito risposte molto diverse. Lo yacht designer Giorgio Cassetta ha indagato ciò che rende un progetto capace di “funzionare”, tra sensibilità estetica, proporzione e metodo. Alessandra Sensini e Luca Dotto hanno portato il punto di vista dello sport, dove preparazione, decisione e capacità di affrontare condizioni impreviste trasformano un obiettivo in risultato. Palmiro Noschese ha affrontato il rapporto tra tecnologia, competenze e dimensione umana nell’hospitality; Valentino Cassanelli ha interpretato la gastronomia come gesto progettuale radicato nel territorio e nella biodiversità.
Emilia Konert, Viola Palescandolo e Carlo Alberto Micheli hanno ampliato ulteriormente la riflessione, attraversando innovazione naturale, luxury travel, impresa e capacità di costruire valore nel tempo. Ambiti differenti, accomunati dalla necessità di mettere in relazione visione, conoscenza, responsabilità e realizzazione.
Ma oltre al contenuto degli interventi, il valore dell’edizione è stato il contesto nel quale queste esperienze si sono incontrate.
Design Valley: un territorio che progetta
Il richiamo alla Silicon Valley – utilizzato da Matteo Stefanini, ideatore del progetto insieme alla licenziataria Marta Del Sere – suggerisce un criterio: riconoscere una concentrazione di competenze, favorirne le relazioni e trasformare la prossimità geografica in capacità di innovazione.
La Design Valley tra Toscana e Liguria possiede infatti una configurazione particolare. In pochi chilometri convivono il distretto mondiale del marmo di Carrara, la nautica di Viareggio e La Spezia, studi di architettura e design, aziende manifatturiere, laboratori artigiani, strutture dell’ospitalità, arte e formazione. Non siamo in presenza di una filiera lineare, ma di una rete diffusa nella quale materiali, tecnologie e professionalità possono passare da un settore all’altro e generare soluzioni nuove.
Design Valley nasce per rendere riconoscibile questa densità e offrirle luoghi di incontro, a cominciare dal Gala che ha preceduto TEDx Forte dei Marmi. La piattaforma digitale designvalley.ai intende prolungare le connessioni oltre le giornate dell’evento per potenziarle, mettendo in relazione profili, interessi e obiettivi professionali durante tutto l’anno.
È in questa dimensione che va letta la partnership di Franchi Umberto Marmi: portare la cultura del marmo di Carrara là dove si incontrano coloro che immaginano, progettano e realizzano architetture, interni, yacht e spazi dell’ospitalità.
Quando il progetto comincia dalla materia
“Dreams to Design” indaga e racconta il percorso attraverso il quale un sogno diventa progetto. Il contributo di Franchi Umberto Marmi introduce un livello ulteriore, che caratterizza il loro approccio: talvolta è la materia stessa a generare la visione da cui prende il via il progetto.
Ogni blocco di marmo è unico: venature, tonalità, struttura e comportamento sono informazioni che incidono sulle scelte progettuali non solamente nella decorazione. Anche la lavorazione della pietra ha una sua pregnanza ai fini del progetto: il senso di taglio può modificare il disegno della superficie; l’orientamento delle vene può suggerire continuità, simmetrie o composizioni; la finitura interviene sulla percezione del colore, della profondità e della luce.
Il marmo non è quindi un supporto passivo sul quale trasferire una forma decisa altrove. Può suggerire proporzioni e accostamenti, modificare un dettaglio, aprire una possibilità che il progettista non aveva inizialmente previsto. La materia può entrare in gioco dall’origine stessa del progetto e contribuire a determinarne identità, carattere e durata e non essere solo l’elemento materico del processo di design.
Il valore aggiunto di Franchi Umberto Marmi risiede proprio nella capacità di trasformare questa variabilità naturale in conoscenza progettuale. La selezione del materiale, l’esperienza acquisita lungo la filiera, le lavorazioni e le tecnologie diventano strumenti messi a disposizione di architetti e designer. Al di là di una materia pregiata, l’azienda offre la competenza necessaria per comprenderne le potenzialità e tradurle in soluzioni appropriate.
La partecipazione di Bernarda Franchi in rappresentanza dell’azienda ha espresso questa visione: la cultura imprenditoriale di Carrara come punto di incontro tra materia, progetto e innovazione.
Carrara, dove i sogni incontrano la materia
Il 31 luglio gli ospiti hanno lasciato Forte dei Marmi per concludere la loro esperienza a Carrara, quasi uno step di completamento concreto del percorso: dopo avere discusso di come i sogni diventino progetti, era necessario raggiungere il luogo nel quale la materia può dare loro forma — e, talvolta, suggerire sogni nuovi.
La visita a Franchi Umberto Marmi si è svolta nel contesto del Carrara District, hub dedicato al marmo, al design e all’arte che, lungo oltre un chilometro di percorso espositivo, riunisce selezione delle lastre, showroom di interior design, competenze tecniche, laboratori specializzati e Franchi Academy. Pensato per accompagnare architetti, interior designer e developer dalla conoscenza e scelta della materia allo sviluppo di soluzioni su misura, il Carrara District concentra in un unico luogo materia, competenza, formazione e progetto. È, in questo senso, un ecosistema nella scala del progetto, che traduce a Carrara la stessa logica di connessioni tra specializzazioni diverse sulla quale si fonda la Design Valley.
Nel centro storico, il percorso ha incontrato la decima edizione di White Carrara – Design Lives in the City e il pre-opening della Calacatta Gallery, affidata alla direzione artistica di Natascia Bascherini: un nuovo spazio dedicato all’incontro tra marmo, arte, design e convivialità, in attesa dell’inaugurazione ufficiale del 10 settembre.
La conclusione nella cava di Crestola ha riportato l’esperienza al punto di origine. Qui il workshop del Master in Spiritual Architecture di Yacademy, sviluppato con Franchi Umberto Marmi e condotto da COR arquitectos, è confluito in Wunderkammer³, con la direzione artistica di Natascia Bascherini, e nella performance partecipativa Meraviglia ideata e messa in scena da Matteo Tarasco. La cava è andata oltre la dimensione di semplice location ed è diventata spazio, presenza e parte dell’esperienza: la materia è stata presenza viva, ha orientato architettura, luce, movimento dei performer e dei partecipanti e la loro percezione.
Da Forte dei Marmi a Carrara si è così composto un percorso coerente: dalle connessioni tra idee e professionalità alla conoscenza diretta del marmo; dal sogno che cerca una forma alla materia che genera nuove possibilità progettuali.
L’annuncio del tema scelto per il 2027, “Timeless by Design”, sembra già indicare la domanda successiva: che cosa rende un progetto capace di attraversare il tempo?
Per il marmo, la risposta più immediata sarebbe quella relativa alla resistenza della materia, ma quella più profonda e vera riflette sulla qualità della relazione che si stabilisce tra natura, competenza e visione, di cui Carrara è maestra da secoli.
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